RISPOSTE ALLE DOMANDE DI SERGIO CASAGRANDE DIRETTORE DEL CORRIERE DELL’UMBRIA E DELLE TESTATE DEL
RISPOSTE ALLE DOMANDE DI SERGIO CASAGRANDE DIRETTORE DEL CORRIERE DELL’UMBRIA E DELLE TESTATE DEL GRUPPO CORRIERE
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RISPOSTE ALLE DOMANDE DI SERGIO CASAGRANDE, DIRETTORE DEL CORRIERE DELL’UMBRIA E DELLE TESTATE DEL GRUPPO CORRIERE
- Senza dubbio, la pace non è un concetto irraggiungibile, anche se la sua realizzazione richiede una volontà autentica e uno sguardo basato sulle realtà sul campo. L’iniziativa del Pakistan per ridurre le tensioni è un passo positivo e costruttivo. Il piano in dieci punti dell’Iran offre un quadro di principi per il dialogo. Qualora vengano presentate proposte alternative volte a garantire gli interessi legittimi dell’Iran, esse avranno certamente la possibilità di essere esaminate al tavolo dei negoziati.
- Il cessate il fuoco in Libano è parte integrante del cessate il fuoco tra Iran e America, e anche il rispettato Primo Ministro del Pakistan ha dichiarato nel suo tweet che il Libano rientra nell’ambito di questo cessate il fuoco, e che anche gli Stati Uniti lo hanno accettato.
La continuazione degli attacchi del regime sionista contro il Libano in tali circostanze può indebolire le basi della fiducia e mettere seriamente in discussione l’intero processo negoziale.
- La Repubblica Islamica dell’Iran ha sempre dichiarato che lo Stretto di Hormuz non è completamente chiuso, ma che il transito delle navi deve avvenire con un coordinamento sotto la supervisione e il controllo delle forze militari e sovrane iraniane.
La Repubblica Islamica dell’Iran, che si trova sotto una vasta aggressione militare da parte degli Stati Uniti e del regime sionista, non può consentire il passaggio alle navi che operano per i nemici dell’Iran.
- Il primo passo in qualsiasi percorso diplomatico è la costruzione della fiducia, ma purtroppo gli Stati Uniti non sono mai riusciti a dimostrare di essere un interlocutore sincero su cui si possa fare affidamento.
Un esempio evidente è la guerra dei 12 giorni del giugno 2025 e il recente conflitto, avvenuti nel pieno della diplomazia e durante i negoziati, proprio nel momento in cui si prevedeva di raggiungere un accordo finale.
Purtroppo, sembra che il regime sionista e la sua lobby negli Stati Uniti esercitino il maggiore controllo sul governo americano.
- La serie di ampie aggressioni militari da parte degli Stati Uniti e del regime sionista contro il nostro Paese si è verificata per la seconda volta.
Le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran, insieme a tutti i cittadini iraniani, in questo periodo hanno dimostrato, con il loro coraggio e la loro presenza attiva su tutti i fronti, una resistenza ed una fermezza esemplari, che hanno portato al fallimento del nemico in tutti i suoi obiettivi.
L’assenza della Guida Suprema della Rivoluzione è dovuta a motivi legati alle condizioni di guerra e alla sicurezza.
- La nostra strategia si basa sulla deterrenza e sulla legittima difesa. In caso di violazione del cessate il fuoco, le risposte saranno proporzionate e nel quadro del diritto internazionale.
L’Iran dispone delle capacità necessarie per gestire situazioni complesse e adotta un approccio ponderato di fronte alle pressioni. Per quanto riguarda le minacce, va detto che la civiltà iraniana è troppo radicata per essere scossa da tali dichiarazioni; prendiamo sul serio le minacce, ma le consideriamo anche un fattore di rafforzamento della coesione nazionale.